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ASSISTENZA
Permessi e Congedi

Permessi per cause particolari

I lavoratori dipendenti pubblici o privati possono chiedere (art. 4 co. 2 legge 53/00) tre giorni di permesso all'anno interamente retribuiti in caso di decesso o grave infermità del coniuge anche legalmente separato (art. 1 co. 1 Decreto 278/00), di un parente entro il secondo grado anche non convivente, di una persona componente la famiglia anagrafica (quindi anche famiglia di fatto). I permessi devono essere utilizzati entro sette giorni dal decesso o dall'accertamento dell'insorgenza della grave infermità (art. 1 co. 2 idem) o della necessità di provvedere alla cura. In quest'ultimo caso (art. 1 co. 2 idem) si possono avere altre modalità di fruizione (frazionabilità, riduzione oraria fino alle ore spettanti) purché vi sia un accordo scritto tra datore di lavoro e dipendente: bisogna presentare (entro cinque giorni dalla ripresa del lavoro) la documentazione rilasciata da un medico specialista della mutua o convenzionato, del medico di medicina generale oppure del pediatra di libera scelta e il datore di lavoro può richiedere periodicamente la verifica dell'effettiva gravità della patologia. Nei giorni di permesso (art. 1 co. 3 idem) non sono con-siderati le festività e i giorni non lavorativi. Questi tre giorni (art. 1 co. 3 idem) sono cumulabili con i tre giorni di permesso previsti per l'assistenza alle persone disabili dall'art. 33 della legge 104/92.

 

Congedi non retribuiti

Ai lavoratori dipendenti pubblici o privati sono riconosciuti congedi non retribuiti per motivi di particolare gravità relativi a portatori di handicap, a parenti e affini entro il terzo grado, ai soggetti di cui all'art. 433 (7) del codice civile, anche se non conviventi.
I motivi di particolare gravità sono quelli indicati dal decreto 278/00 (art. 2 co. 1) (
8). Il congedo è per non più di due anni, frazionati o continuativi, (art. 2 co. 2 decreto 278/00) nell'intera vita lavorativa contati secondo il calendario e quindi tenendo conto dei giorni festivi e di quelli non lavorativi. Le frazioni del mese sono conteggiate insieme fino a raggiungere i 30 giorni. Può essere richiesto anche per il decesso di familiare nel caso in cui il lavoratore non abbia la possibilità di usufruire dei permessi di tre giorni in quell'anno (per esempio perché ne ha già usufruito). Durante il periodo di congedo il dipendente conserva il posto di lavoro, non ha diritto alla retribuzione e non può svolgere alcun tipo di attività lavorativa. Questo periodo non è computato nell'anzianità di servizio né ai fini previdenziali ma il lavoratore può procedere al riscatto, ovvero al versamento dei relativi contributi, calcolati secondo i criteri della prosecuzione volontaria. Salvo diversa intesa, il lavoratore può riprendere il lavoro anche prima della fine del periodo di congedo (art. 2 co. 7 idem) dandone comunicazione all'azienda ovvero con un preavviso di sette giorni se il suo posto è stato coperto da una nuova assunzione. Al termine del rapporto di lavoro l'azienda deve rilasciare un'attestazione del periodo utilizzato. Il datore di lavoro è tenuto ad esprimersi sulla richiesta entro 10 giorni motivando l'eventuale rifiuto o proposta di rinvio a un periodo successivo e determinato, oppure anche la concessione parziale del congedo, con valide ragioni organizzative e produttive che non consentono la sostituzione del dipendente. Su richiesta del dipendente, la domanda deve essere riesaminata nei successivi 20 giorni.

Il datore di lavoro può negare il congedo in caso di contratti a tempo determinato (art. 2 co. 5 idem) e può chiedere periodicamente la verifica del persistere delle condizioni che hanno consentito il congedo mediante presentazione della certificazione sanitaria (art. 3 co. 4 idem). Il congedo (come anche il permesso) deve essere richiesto al datore di lavoro precisando la causa ed il periodo ovvero presentando la documentazione (art. 3 co. 1 idem) del decesso o della grave infermità (ASL, medico di famiglia, ospedale).

 

Congedi retribuiti

Ai genitori lavoratori, naturali, adottivi o affidatari (9) e, dopo la loro morte, ad uno dei fratelli o sorelle conviventi, di soggetto disabile (art. 80 co. 2 legge 388/00) è riconosciuto un congedo di due anni (10) anche frazionabile in giorni interi, per l'assistenza ad un famigliare disabile riconosciuto in stato di gravità da almeno cinque anni (11), non ricoverato permanente in istituti specializzati. Il congedo retribuito spetta alternativamente ad entrambi i genitori (circolare INPS n. 64 del 15/3/01) ed i giorni sono cumulativi tra chi ne usufruisce.

Inoltre:

Il genitore che richiede il congedo ha diritto a fruirne entro 60 giorni dalla richiesta e durante l'astensione percepirà un'indennità pari all'ultima retribuzione con copertura figurativa per un tetto massimo di 36.151,98 Euro annui se il congedo ha durata annuale.

La domanda va fatta in due copie sugli appositi modelli (Hand. 4 per i genitori e Hand. 5 per i fratelli) predisposti dall'INPS. Una delle due copie viene restituita al richiedente, con l'attestato di ricezione da parte dell'Ente, per la consegna al datore di lavoro che da quel momento è autorizzato a fornire la prestazione previa verifica delle condizioni di erogazione sulla base dei documenti presentati. Se il datore di lavoro ha dubbi sulla possibilità di accoglimento deve tempestivamente comunicarlo all'INPS che deciderà sulla questione. Alla domanda occorre:

 

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