Sintesi del documento approvato dal Direttivo nazionale della CGIL su
DEMOCRAZIA E RAPPRESENTANZA
Il testo integrale del Documento – del quale qui sono sintetizzati i singoli paragrafi – è disponibile presso le Camere del Lavoro e presso le categorie territoriali. Oppure si può scaricare al seguente indirizzo:
http://www.cgil.it/Archivio/PRIMOPIANO/materiali/Documento_Democrazia_e_rappresentanza.pdf
Sulla web tv della CGIL è disponibile il video con l’illustrazione della proposta fatta da Susanna Camusso
1. Il Documento approvato dal Direttivo CGIL del 15 gennaio 2011 ha lo scopo di aprire un confronto con CISL e UIL e con le associazioni delle imprese per produrre un nuovo accordo sulle regole condiviso e vincolante per tutte le parti (par. A). Ciò per evitare che ogni impresa si faccia le “sue” regole e perché quelle previste dalla piattaforma unitaria del 2008 non sono divenute accordo e sono state più volte violate. L’accordo su democrazia e rappresentanza fra CGIL, CISL e UIL del 2008 è ancora una base valida per la discussione ma c’è la necessità che sia consolidato e integrato alla luce dei cambiamenti avvenuti.
2. Un nuovo accordo sulle regole intende favorire l’approvazione di una legge (par. A) per una soluzione generale e obbligatoria. Questa iniziativa oggi ha come prima tappa quella di un accordo unitario tra le parti sociali (Sindacati e Associazioni delle imprese).
3. Il nuovo accordo ha lo scopo di arrestare la deriva dei contratti separati e la balcanizzazione delle relazioni industriali italiane (par. B), perché indeboliscono i lavoratori, perché negano la democrazia, perché non aiutano la crescita Competitiva del Paese.
4. I lavoratori devono poter eleggere i propri rappresentanti sindacali, così come i cittadini devono poter eleggere i propri rappresentanti politici. Altrimenti è una riduzione dei diritti dei singoli e degli spazi di democrazia (par. B e C). Non c’è democrazia sindacale senza democrazia politica e neppure il contrario. La libertà sindacale appartiene ai singoli lavoratori, non può divenire una variabile dipendente del processo negoziale e degli accordi contrattuali di nessuna azienda (par. B5).
5. Il Documento della CGIL, che deriva dalle esperienze contrattuali unitarie degli ultimi anni, si pone come primario obiettivo quello di generalizzare le Rappresentanze Sindacali Unitarie nei luoghi di lavoro privati così come avviene nei settori pubblici e di renderne esigibili le elezioni sia da parte dei lavoratori che delle organizzazioni sindacali (par. C). Il diritto a eleggere propri rappresentanti sindacali non può essere una concessione aziendale. La CGIL è fortemente impegnata perché nei settori pubblici venga rispettato il diritto ad eleggere le RSU oggi bloccato.
6. Il modo di elezione indicato è il suffragio universale (tutti i lavoratori – compresi i lavoratori temporanei – hanno diritto di eleggere e di poter essere eletti) con voto su liste delle organizzazioni firmatarie dei contratti e/o su liste che abbiano raccolto almeno il 5% di firme di lavoratrici e lavoratori (par. I). Le RSU sostituiscono le Rappresentanze Sindacali Aziendali che sono nominate e non elette.
7. Nelle RSU saranno eletti in misura proporzionale i delegati che avranno superato il quorum prefissato (par. I) sulla base dei consensi ricevuti da ciascuna lista.
8. La RSU (come il Coordinamento delle RSU per i Grandi Gruppi) è il soggetto che in azienda esercita i diritti collettivi di contrattazione, nei modi e con le titolarità previsti da un Regolamento sindacale unitario di categoria (par. F). È giusto che ogni categoria si dia norme attuative coerenti con la propria esperienza contrattuale.
9. La RSU e le Organizzazioni Sindacali, prima di deliberare sulle piattaforme e sulle ipotesi di accordo, consultano le lavoratrici e i lavoratori mediante voto certificato (cioè con procedure che rendano sempre certo e trasparente il voto dei lavoratori) o con lo strumento referendario (par. F) secondo modalità decise dalle categorie.
10. Devono essere definite le materie indisponibili alla contrattazione e al voto dei lavoratori con accordo tra le Organizzazioni Sindacali titolari del negoziato (par. C).
11. Il Documento della CGIL ripropone la necessità di misurare il peso e la rappresentatività delle Organizzazioni Sindacali e di quelle datoriali mediante procedure convenute e certificate per accertare l’effettiva rappresentatività (reale e non dichiarata) ed evitare che organizzazioni minoritarie firmino accordi di valenza generale (par. D). L’accordo è valido se firmato dalle Organizzazioni Sindacali che hanno una rappresentatività non inferiore al 51% e confermato dal voto certificato o dal referendum.
12. La proposta della CGIL intende rafforzare i momenti di verifica durante la trattativa e rendere evidente la volontà dei lavoratori di concludere il negoziato prima della firma. Questo per scongiurare le divisioni fra i Sindacati dopo la firma dell’accordo (par. C).
13. Il Documento della CGIL propone, in caso di dissenso rilevante (per merito e rappresentatività del soggetto dissenziente) fra i Sindacati in fase negoziale, di ricorrere alla verifica del mandato a firmare l’accordo mediante il voto vincolante dei lavoratori prima della firma (par. E).
14. La CGIL, per l’importanza del tema della democrazia sindacale in questo momento così delicato per la democrazia del Paese, intende avviare su questi temi una campagna di confronto largo e di massa, dentro i luoghi di lavoro privati e pubblici e nelle città, attraverso il coinvolgimento di tutte le proprie strutture e categorie (lavoratori attivi e pensionati) per informare i cittadini e soprattutto i giovani di quali siano i diritti sindacali previsti dalla Costituzione, come possano essere esercitati e come possono essere rafforzati.